Osteoporosi: capire la fragilità ossea oltre la densitometria
L’osteoporosi non è una malattia esclusivamente femminile né riguarda solo l’età avanzata: è una progressiva riduzione della densità e della qualità dell’osso che aumenta il rischio di fratture, e conoscerne i fattori di rischio è utile per intervenire prima che compaia la prima frattura da fragilità.
In sintesi
- L’osteoporosi riduce densità e qualità dell’osso, aumentando il rischio di fratture anche per traumi lievi.
- Riguarda soprattutto le donne dopo la menopausa, ma anche gli uomini possono esserne colpiti.
- Tra i fattori di rischio non modificabili: età, genere, familiarità.
- Tra i fattori modificabili: sedentarietà, alimentazione povera di calcio, fumo.
- La prevenzione, se iniziata precocemente, agisce su circa metà dei fattori di rischio.ù
Cos’è l’osteoporosi e perché conta più della sola densitometria
L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata da una progressiva riduzione della densità minerale ossea e da un deterioramento della micro-architettura del tessuto osseo, con conseguente aumento della fragilità e del rischio di frattura anche in seguito a traumi minimi, talvolta banali come una caduta a terra da fermi.
La densitometria ossea (MOC) resta un esame di riferimento importante, ma la fragilità ossea reale dipende anche da altri elementi, come la qualità strutturale del tessuto e la storia di fratture pregresse, che una singola misurazione numerica non racconta completamente.
Proprio per questo motivo, un approccio realmente utile alla prevenzione dell’osteoporosi non si limita ad attendere un valore di densitometria alterato, ma considera l’insieme dei fattori di rischio individuali fin da età più giovani, quando è ancora possibile costruire una massa ossea solida che protegga negli anni successivi.
Spesso l’osteoporosi viene definita una “malattia silenziosa”, perché nelle fasi iniziali non provoca
sintomi evidenti: dolore, deformità o riduzione dell’altezza compaiono generalmente solo dopo che si è già verificata una frattura da fragilità, ad esempio a livello vertebrale o del polso. Questo rende ancora più importante non aspettare la comparsa di un sintomo per iniziare a occuparsi della salute delle proprie ossa.
I fattori di rischio: cosa non si può cambiare e cosa sì
Tra i fattori di rischio non modificabili rientrano l’età, il genere e la familiarità: le donne hanno generalmente una massa ossea inferiore rispetto agli uomini, e la riduzione degli ormoni sessuali che accompagna la menopausa determina una perdita più rapida e precoce di tessuto osseo. Le donne sono inoltre a maggior rischio in caso di isterectomia prima dei 45 anni o di amenorrea prolungata per più di 6 mesi.
Accanto a questi fattori non modificabili, esistono elementi su cui è possibile intervenire concretamente: la sedentarietà e l’insufficiente attività fisica, un’alimentazione povera di calcio e ricca di sale, il fumo e un consumo eccessivo di alcol. Costruire abitudini sane fin dall’adolescenza, e mantenerle nel tempo, agisce su circa il 50% dei fattori complessivi che determinano la salute delle ossa nel corso della vita, un dato che ridimensiona l’idea che l’osteoporosi sia solo una questione di età o di predisposizione genetica su cui nulla si può fare.
Non è solo una malattia delle donne
Una domanda che emerge spesso è se l’osteoporosi riguardi esclusivamente le donne: la risposta è no. Anche gli uomini possono sviluppare osteoporosi, in particolare quando presentano bassi livelli di testosterone o altri fattori di rischio concomitanti, come un uso prolungato di alcuni farmaci o patologie croniche che influenzano il metabolismo osseo. Nell’uomo la diagnosi arriva talvolta più tardi, proprio perché l’attenzione clinica e la percezione del rischio sono storicamente più orientate verso la popolazione femminile in menopausa, con il risultato che una parte dei casi maschili viene identificata solo dopo una prima frattura.
Per questo motivo, le indicazioni cliniche suggeriscono una valutazione delle condizioni ossee con l’insorgenza della menopausa nelle donne, e generalmente dopo i 70 anni negli uomini, ma la
soglia va sempre calibrata sulla presenza di eventuali fattori di rischio aggiuntivi, indipendentemente dal genere. Riconoscere per tempo una fragilità ossea in evoluzione, prima che si manifesti con una frattura, resta l’obiettivo principale di qualunque percorso di prevenzione ben impostato, insieme a un’attività fisica regolare e a un’alimentazione equilibrata mantenute nel tempo.
Il movimento merita una menzione particolare: attività fisica regolare con carico, come camminare a passo sostenuto o esercizi di rinforzo muscolare, aiuta a stimolare la formazione ossea e a mantenere un migliore equilibrio, riducendo indirettamente anche il rischio di cadute, che restano la causa più diretta delle fratture da fragilità nelle persone con osteoporosi già presente.
Fonti per approfondire
Humanitas — Osteoporosi: diagnosi e trattamento.
URL: https://www.humanitas.it/malattie/osteoporosi/
ISSalute — Osteoporosi: cause e cure.
URL: https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/o/osteoporosi
Ministero della Salute — Osteoporosi, cause e fattori di rischio.
URL: https://www.pnrr.salute.gov.it/portale/nutrizione/dettaglioContenutiNutrizione.jsp?lingua=itali
ano&id=5504&area=nutrizione&menu=croniche&tab=2
Ministero della Salute — 20 ottobre, giornata mondiale dell’osteoporosi.
URL: https://www.salute.gov.it/new/it/news-e-media/notizie/20-ottobre-giornata-mondiale-
dellosteoporosi/
FAQ
L’osteoporosi è solo delle donne? No. Colpisce prevalentemente le donne dopo la menopausa, ma anche gli uomini possono sviluppare osteoporosi, in particolare in presenza di bassi livelli di testosterone.
A che età bisogna iniziare a controllare la salute delle ossa? Con la menopausa nelle donne e generalmente dopo i 70 anni negli uomini, ma prima in presenza di fattori di rischio aggiuntivi.
La densitometria da sola basta per valutare il rischio di frattura? È un esame importante ma non l’unico elemento: contano anche qualità ossea e storia di fratture pregresse.
Si può prevenire davvero l’osteoporosi? In parte sì: i fattori modificabili, come attività fisica e alimentazione, incidono per circa il 50% sulla salute ossea complessiva.
Il fumo aumenta il rischio di osteoporosi? Sì, è tra i fattori di rischio modificabili riconosciuti.
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